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In Piazza delle Erbe a Mantova si trova la rotonda di San Lorenzo, una chiesa dell’XI secolo. La datazione della sua costruzione la troviamo scritta, anche se in un’epoca successiva, sull’intonaco: 1081.

Si narra che sia stata edificata per volontà di Matilde di Canossa, che volle a Mantova una costruzione che evocasse la Anastasis (Resurrezione) di Gerusalemme, la rotonda costruita sul Santo Sepolcro, collegata idealmente alla reliquia del Sangue di Cristo ritrovato a Mantova secoli prima, che oggi è conservato in una cripta della basilica di Sant’Andrea.

Probabilmente la chiesa venne costruita su un precedente edificio romano, forse del IV secolo, che potrebbe essere stato un tempio o una tomba tholos. La deduzione è dovuta in quanto la struttura monoptero-periptera e il suo posizionamento a un livello inferiore di 150 cm da piazza delle Erbe e l’esistenza di due colonne e di altri particolari in pietra fanno pensare a questa possibilità.

Mantova: Piazza delle Erbe nel 1907

La chiesa è uno splendido esempio di arte romanica. Ha una pianta centrale circolare, che si completa con un’abside semicircolare. Si caratterizza per un matroneo dove troviamo parti di affreschi dell’XI e del XII secolo, raro esempio di pittura romanica-lombarda, di scuola bizantina. Nei secoli successivi, la chiesa ha subito molte trasformazioni, anche radicali. Uno di questi progetti, di Leon Battista Alberti, come anche un altro di Giulio Romano, non ebbero seguito fino alla sconsacrazione della chiesa, che venne chiusa al culto nel 1579 su volere del duca Guglielmo Gonzaga.

Rotonda di San Lorenzo, Cupola

Una volta sconsacrata, la rotonda decade, divenendo un magazzino e, successivamente, una volta scoperchiata, un cortile ad uso privato nel quartiere del ghetto ebraico di Mantova.

Agli inizi del secolo scorso, nel 1908, l’edificio venne espropriato. Restaurato, venne riaperto nel 1911 e nel 1926 ridestinato al culto. La chiesa dovette venir liberato da sovrastrutture ed edifici che ne celavano la vista. Infatti in vecchie foto della piazza non risulta visibile. Nel restauro, si cercò di riportarla alla sua forma originaria, usando come modello la rotonda di San Tomè di Almenno San Bartolomeo.

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