Mantova – Santa Maria del Gradaro

Santa Maria del Gradaro è una chiesa di Mantova il cui nome deriva dal termine latino cretarium, ovvero cumolo di creta, probabilmente a causa del terreno dove venne costruita la struttura originaria. Si dice che il luogo dove essa sorse fosse il medesimo dove venne martirizzato San Longino, il centurione romano che portò nella città il Preziosissimo Sangue di Cristo. In età paleocristiana, vi fu edificata infatti una chiesa, Santa Maria in Campo Santo.

La chiesa venne costruita dal 1256 per opera dei Canonici regolari di San Marco, un ordine religioso mantovano e nel 1260 vi venne aggiunto il convento. Nel 1454 vi succedettero gli Olivetani su volere del marchese Ludovico III Gonzaga e della moglie Barbara di Brandeburgo. Vi entrò da molto giovane Girolamo Scolari, padre spirituale, nonché biografo, della beata Osanna Andreasi.

Foto Gazzetta di Mantova

Il complesso religioso degli Olivetani subì le conseguenze delle soppressioni teresiane dal 1771 per finire definitivamente nel 1775, anno in cui divenne magazzino militare. Durante la seconda guerra mondiale, il complesso religioso venne trasformato in campo di concentramento e in campo profughi. Fu da qui che furono prelevati dieci soldati italiani internati dopo l’8 settembre, che per rappresaglia furono fucilati dai nazisti alla Valletta dell’Aldriga.

Dal 1952, il complesso fu affidato alle Oblate dei Poveri di Maria Immacolata, che istituirono la loro casa generalizia proprio nel convento annesso. Nel 1952 la chiesa, prima di proprietà del Ministero della Pubblica Istruzione, fu acquistata dal Comune di Mantova, che la fece restaurare dieci anni dopo. Nel 1966, dopo 191 anni di sconsacrazione, la chiesa tornò al suo ruolo e fu infatti istituita la parrocchia dell’Annunciazione della Beata Vergine Maria.