I tesori del Museo archeologico nazionale di Mantova

Straordinari reperti archeologici, che vanno dal Neolitico al Rinascimento, passando per l’età etrusca e romana.

Il Museo archeologico nazionale di Mantova conserva ed espone uno straordinario numero di materiale rinvenuto nei vari scavi, soprattutto necropoli e ville urbane, nel territorio della provincia.

La struttura che ospita il museo, parte del Palazzo Ducale di Mantova, era adibita, dalla metà del ‘500 alla fine del ‘800 a sede del teatro di Corte dei Gonzaga. Nel 1896 divenne proprietà comunale e vi fu costruito il “Mercato dei Bozzoli” (bachi da seta). In seguito venne destinato al commercio ortofrutticolo ed infine donato dal comune di Mantova al Ministero per i Beni e le Attività Culturali allo scopo di ristrutturarlo e trasformarlo in museo archeologico per raccogliere i molteplici ritrovamenti provenienti dagli scavi nella provincia di Mantova.

Il restauro fu rispettoso dell’aspetto esterno originario, mentre l’interno è oggi estremamente moderno, funzionale e razionale.

Il museo propone l’esposizione di collezioni di reperti, tutti rinvenuti nel territorio mantovano, che riguardano il lungo periodo dal neolitico e dall’età del bronzo, all’epoca etrusca, celtica, romana, medievale e rinascimentale. Una delle attrazioni più suggestive ed emozionanti esposte nel museo, in una teca di cristallo, sono senza dubbio i cosiddetti “Amanti di Valdaro”, due scheletri del neolitico ritrovati nel 2007 presso Valdaro, vicino Mantova. Il loro nome deriva dal fatto che i due scheletri, un uomo e una donna, furono rinvenuti abbracciati.

Tra i capolavori presenti nel museo, troviamo un bellissimo cammeo con busto di Minerva, databile al III secolo, che il museo descrive così:
Il cammeo è racchiuso entro un castone d’oro con importante decorazione a pseudogranulazione e a giorno. A partire dall’esterno si notano una fascia a globetti, una cordonatura obliqua, un motivo a rete e fiori di loto lavorato a traforo, compreso tra due fasce a treccia e globetti sovrapposti. La lamina del castone si adatta perfettamente al cammeo e quindi quest’ultimo è stato inserito al momento della lavorazione. La pietra nella parte posteriore è a vista e non sono visibili ganci o attacchi per sospensione. Il cammeo è in agata zonata a due strati grigio-blu e bianco.