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Passeggiando per Mantova si incontra la cosiddetta Casa del Mantegna. Nel 1460 Andrea Mantegna, (Isola Mantegna, 1431 – Mantova, 13 settembre 1506) pittore e incisore, si trasferì con tutta la famiglia a Mantova come pittore ufficiale di corte, ma anche come consigliere artistico e curatore delle raccolte d’arte.

Qui ottenne uno stipendio fisso, un alloggio e l’onore di uno stemma araldico con il motto “par un désir“, vivendo alla corte dei Gonzaga fino alla morte.

Egli costruì la sua casa nel 1476 su un appezzamento di terra che gli venne donato dal marchese Ludovico Gonzaga, probabilmente come premio per la sua opera prestata soprattutto con gli affreschi della Camera degli Sposi. L’atto di donazione porta la data del 18 ottobre 1476.

Casa del Mantegna. Massimo Telò – Opera propria CC BY-SA 3.0

Non si sa con certezza di chi sia il progetto della Casa, forse dello stesso Mantegna, ma vi è certo l’influsso di Leon Battista Alberti, che proprio in quegli anni operava a Mantova. Proprio una suo opera, la chiesa di San Sebastiano, è di fronte alla Casa del Mantegna. Il disegno della Casa ha una pianta geometrica perfetta: il cerchio del cortile è inserito nel quadrato del corpo di fabbrica. Unite da un percorso circolare, le stanze hanno porte arcuate e finestre sul vano cilindrico del cortile, una riproposizione rinascimentale dell’atrium delle domus romane.

La Casa del Mantegna oggi è la sede del settore culturale della Provincia di Mantova e viene adibito a luogo di esposizioni temporanee.

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